Storie
Fabrizio*. Nuovi inizi.
“Si comincia sempre da un primo passo”
Dopo anni trascorsi ad occuparmi di Technology strategy per aziende internazionali di primario standing, ho sentito il desiderio di realizzare un mio prodotto tecnologico. Nonostante tutta l’esperienza nel settore della consulenza strategica e l’enorme entusiasmo non sapevo da che parte iniziare. Grazie al coaching ho capito che davanti ai desideri siamo come i bambini che stanno imparando a camminare: si comincia sempre da un primo passo, da un primo gradino. Il mio è stato fondare la mia start up con cui raccogliere fondi per realizzare il mio progetto.
*Technology Strategy e Start-Upper, 51 anni.
Floriana*. L’autonomia.
“Maggiore consapevolezza per raggiungere la piena autonomia”
Quando ho iniziato il percorso, sei mesi fa, la parola che mi girava nella testa era autonomia. Era un obiettivo che percepivo importante ma nebuloso, qualcosa che sentivo dentro di me ma che non riuscivo ancora a definire né a tradurre in comportamenti concreti. Durante il percorso mi sono sentita accolta, mai giudicata ed ascoltata. Sono così riuscita a trovare un nuovo sguardo su di me, una consapevolezza più ampia ed una sicurezza che non nasce da risposte perfette ma dal fatto di sapermi in cammino.
*Senior Consultant EY, 30 anni.
Sara*. Nuove direzioni.
“Andare verso nuove direzioni, la famiglia ed il lavoro”
La proposta di una promozione a mio marito ha portato la nostra famiglia a dover decidere se trasferirci (due figli di 14 e 12 anni) da uno Stato europeo ad un altro. Per me è stato un momento di grandi emozioni e sentimenti contrastanti: dalla gioia per l’opportunità di mio marito, alla paura di dover ricominciare tutto da capo in un altro posto. Sentivo la preoccupazione di dover “sradicare i figli” e nello stesso tempo la paura di pregiudicare il mio lavoro ben avviato nel Paese dove eravamo. Il percorso di coaching mi ha aiutato a focalizzarmi sulle singole emozioni ed a riconoscere quelle più importanti per me. Ho imparato a scomporre il problema in piccoli task più facili da portare a termine, sentendomi così più efficace.
*Designer e Mamma, 45 anni.
Angela*. Il conflitto.
“Riuscire a sostenere conversazioni difficili al lavoro”
Ho iniziato il percorso perché sul lavoro, durante le riunioni, mi ritrovavo coinvolta in discussioni con colleghi e superiori da cui uscivo stanca e senza aver ottenuto niente di ciò che mi occorreva. Durante il percorso mi sono resa conto che avevo la tendenza a farmi trascinare nelle discussioni senza riuscire ad esprimere pienamente il mio punto di vista. Il coaching mi ha aiutato ad avere consapevolezza di questo meccanismo ed oggi ho trovato delle strategie personali per rispondere alle reazioni ed agli eventi invece che subirli.
*Dirigente e Mamma, 49 anni.
Marco*. Relazioni.
“Vincere i pregiudizi e trovare nuovi clienti”
Dopo aver lavorato per 15 anni in un primario studio di internazionale di consulenza d’impresa, ho deciso di fondare il mio studio insieme ad altri colleghi. Sentivo di essere competente e di essere capace di individuare le soluzioni migliori per i miei clienti ma mi sentivo a disagio quando dovevo proporre i miei servizi a potenziali nuovi clienti. Non era tanto incontrare un cliente ma quanto essere io quello che “apre la porta”, iniziare una conversazione e proporre il mio lavoro. Durante il percorso ho compreso che il mio blocco era collegato alla mia idea di venditore come persona che infastidisce ed alla vendita come “aggressione” e non come servizio utile all’altro per risolvere un problema. Questo nuovo significato, unito alla scoperta di una strategia di approccio per me sostenibile, mi ha tolto la sensazione di fastidio e disagio.
*Avvocato - Libero Professionista, 40 anni.
Valentina*. Nuove prospettive.
“Cercare una prospettiva diversa nel guardare a un evento”
Ho cominciato il percorso di coaching perché pensavo che la ragione per cui non riuscivo a raggiungere l’obiettivo di cambiare lavoro dipendesse solo da me. Le sessioni mi hanno aiutato a capire che alla realizzazione di un obiettivo concorrono più fattori ed il mio impegno è solo uno di questi. Per me questo ha segnato una vera svolta perché ho cambiato il mio approccio alla ricerca di lavoro.
*Quality Assurance e Biologa, 28 anni.
Francesca*. Equilibrio.
“Tornare in equilibrio e vincere la paura di ripartire da zero”
Da neomamma ho avuto difficoltà a riprendere il lavoro a tempo pieno dopo il congedo di maternità. Sul lavoro mi sembrava di dover ricominciare tutto da capo, di essere percepita meno disponibile ed impegnata, perdendo così possibilità di carriera. A casa mi sentivo in colpa per aver lasciato il bambino a nonne e tate. Il coaching mi ha aiutato a trasformare la sensazione di inefficacia sul lavoro in un’opportunità di crescita personale: ho imparato a riconoscere le mie emozioni contrastanti ed ad accettarle senza giudizio, a gestire il tempo delegando i compiti per me meno significativi ed a ritagliarmi degli spazi personali quotidiani dove ricaricarmi.
*Ostetrica Libero Professionista e Neomamma.

